Storie di immigrati a Calais

C’erano una volta tre migranti.
I tre migranti erano in realtà quattro.
Anzi, a dirla tutta, non ho idea se fossero migranti.
O in qualsiasi altro modo gli umani amino chiamarsi l’un l’altro.
Distinguersi.
Al peggio, allontanarsi.
Quattro di loro son saliti.
E solo tre son rimasti.
Peccato, pensai.
Chissà cos’avrebbe avuto da raccontare il quarto.
Che volete farci.
Come voi ben sapete, noi anime ingombranti, che si viaggia da un polo all’altro del pianeta solo contro voglia, siamo sempre lì, con la testa.
Sulla sedia vuota in classe, sul posto vuoto nella folla.
Sull’orizzonte che manca.
A ogni modo, mi accontentai.
Meglio tre che due.
Figuriamoci quanto meglio di niente.
“Coraggio, sono tutt’orecchi”, dissi nella nostra lingua, quella che tanto dice quanto è poca la speranza.
Che venga compresa.

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Alessandro GhebreigziabiherStorie di immigrati di Alessandro Ghebreigziabiher, scrittore, attore e regista teatrale.

Temi: storie di immigrati africani, storie di immigrati in Italia, storie di immigrati clandestini, storie vere di immigrati, storie di migranti per bambini, storie di extracomunitari, immigrazione minorile, storie di migranti per bambini, storie di migranti stranieri in Italia