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Storie di immigrati a Calais

Ricordo.
Mi sforzo di ricordare come tutto è iniziato.
Loro. I primi che ho visto sono stati loro.
I miei.
Li ho amati. Mi hanno amato, forse a modo loro.
Voglio crederci. Devo.
Poi qualcosa si è rotto. Prima un’esplosione, poi un urlo e di seguito la sofferenza.
Quindi il plurale ha ucciso l’eccezione e sono arrivate le altre.
Esplosioni, urla e sofferenze.
E’ lì che ho cominciato a odiarli, loro. I primi che ho visto.
I miei.
E una sola speranza mi ha dato la forza di sopportare e resistere.
Sopravvivere.
Credere che loro non fossero gli unici al mondo.
Volevo crederci. Dovevo.

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