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Storie di immigrati con morale

Come fai a pronunciare ancora tali parole?
E le hai dette, non negarlo, oh se le hai dette.
Senza andare troppo lontano, dicesti che gli ebrei, in fondo, se lo meritano l’inferno, per quello che hanno fatto a nostro signore, perché sono attaccati ai soldi, che vivono solo tra di loro e non si integrano.
Dicesti anche che, dopo tutto, gli africani hanno fatto un affare a essere catturati e portati nel nuovo mondo, perché qui hanno sofferto, certo, ma chi non soffre nella vita? Ma poi hanno ottenuto un pezzo di terra e il sole e l’acqua per farla fruttare.
Hanno comunque trovato l’America.
Dicesti perfino che gli indiani, sì, gli indiani, non i nativi, in fondo e dopo tutto, sono comunque destinati a scomparire, perché il futuro è degli esseri più evoluti.
Che il genocidio, se lo guardi dall’alto, non è altro che una delle mille facce della normale selezione naturale.
Lo dicesti, anche se non lo rammenti o lo attribuisci a coloro che chiami i cattivi della storia.

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