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Storie di immigrati: mafia capitale

Cominciamo dal piatto del giorno.
Come della notte.
Uno solo.
Un bel vassoio, più lungo che largo.
Dimensioni, diciamo umane.
In misura, giammai sentimenti o qualcos’altro di simile.
Il nome della pietanza?
Be’, fate voi, il nome non conta, le parole con le quali chiami quel che quotidianamente viene fatto a brandelli da mascelle ebbre d’astuzia quanto d’ottusità non fanno differenza.
Fanno male, è indubbio.
Tuttavia, come dice un antico quanto anonimo detto della savana, nella natura solo le prede conoscono il reale sapore del dolore.
'Spaghetti al migrante', 'Tagliatelle alla clandestina' e 'Pizza quattro stranieri', ovviamente con condimento extra.
'Extra comunitario', è ovvio.

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