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Storie di immigrati morti in mare

C’è uno sbaglio, ci dev’essere sul serio, in questo film.
Altrimenti, quale sceneggiatore avrebbe potuto peccare di siffatto abbaglio?
Quale regista avrebbe potuto mettere in scena cotanto abominio?
Quale produttore avrebbe il coraggio, o lo stomaco, per finanziare tale obbrobrio?
Ma, più di ogni altra cosa, quale spettatore potrebbe rimanere silente sulla propria comoda poltrona innanzi a una pellicola così aliena?
Già, è tutta una questione di parole, in ultima analisi.
Perché non sono mai stati i protagonisti, la differente cute o il diverso modo di affacciarsi al mondo, a essere a noi estranei, bensì la loro storia.
Ovvero, o peggio, la fine di quest’ultima.
Nel medesimo tempo.
Fammi scivolare tra le onde, papà.
No, padre, non lasciarmi indietro.

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