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Storie di immigrati e bullismo

Tutto rallenta.
Perché?
L’immagine si allarga, in contorni e contenuti. Tommaso ha il tempo di colpire il volto di Chandra, prima di essere bloccato dai compagni. L’aggredito non coglie la medesima occasione di rispondere ai pugni. Di difendersi.
Perché?
E’ sorpreso, spiazzato. Non immagina il motivo della violenta reazione del ragazzo. Sa solo di aver detto di saper già parlare Inglese.
Perché?
Forse qualcosa ha offeso Tommaso, ha sobillato un fondo di rabbia già presente, che gli ha fatto perdere il controllo.
Perché?
Teresa si lascia andare in terra e rimane lì seduta, con le spalle appoggiate alla parete del corridoio, spettatrice sgomenta. Chandra è più alto e più robusto di Tommaso, eppure ha incassato senza rispondere.
Perché?
Eccolo che si tira su da terra, nel suo ultimo giorno di scuola, straniero di passaggio. Si tocca il naso e trova il sangue. Lo osserva sulle mani. Ma non è sorpreso o spiazzato, stavolta.
Perché?
Tommaso viene trattenuto a fatica, ora c’è anche il bidello e un insegnante di un’altra sezione ad arrestarne la collera, il livore nel volto, l’odio negli occhi.
Perché?
Nella foga si dibatte con braccia e gambe. Una mano sfiora il muro della classe e una macchia si imprime sul bianco. Il rosso che rimane, le tracce di un giorno da dimenticare, l’ultimo di Chandra. Il sangue che coagula come l’inchiostro che si asciuga in una firma in calce.
Perché?
All’improvviso lo sguardo di Tommaso incrocia quello di Teresa e il ragazzo sembra come sgonfiarsi. Lentamente, è naturale dopo la furia con cui ha perso la testa, ma sembra pian piano calmarsi.
Perché?
Teresa mantiene gli occhi nei suoi e poi compie una carrellata attenta sull’insieme, come se fosse un quadro, ovvero una foto, con figure statiche e monodimensionali, fredde, morte.
Perché?
In quel mentre qualcosa si muove nell’orribile istantanea. E’ Chandra, che si avvicina al bidello, quello che ora trattiene con maggiore veemenza Tommaso e gli dice che è tutto a posto, che non è successo nulla. E va al bagno, a pulirsi il naso, probabilmente.
Perché, si chiede Teresa, perché non sei andato direttamente in Canada?

Dal libro La truffa dei migranti

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