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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2018

Storie di immigrati: lo straniero sulla riva

Un breve istante.
E gli è accanto sulla riva.
Certo, istante.
Perché questo è il tempo che conti davvero.
“Chi sei?” chiede il secondo.
“Sono uno straniero.”
“Piacere”, fa l’altro.
“Piacere, hai detto? Cos’è, uno scherzo?”
“No, non lo è. Perché me lo domandi?”
“Perché non avrei mai creduto che…”

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Storie di immigrati e muri

Io faccio muri, muri che durano, muri spostabili, insomma, condivisibili, riusabili ma preferibilmente citabili.
Della serie… e dillo chi è l’autore del muro di cui ti sei appropriato, cappero.
Abbiamo detto che sono avanti e la prima novità è proprio il classico mattone.
In luogo dell’ormai arcinoto blocchetto di pietra e calce, amiche e amici al di là del banco, eccovi il tassello del domani.
Parole.
S’era capito, dai.
Un muro di parole è quello che vi serve, frange tremebonde ungheresi e di ogni trincea del pianeta.
Un rassicurante e solido steccato intessuto di frasi ad hoc ma pure aggettivi squalificativi, figure retoriche ma anche barbine, similitudini ardite e perfino indigeste insalate di allusioni, delle quali mi scuso.

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Storie di immigrati nel futuro

Allora soffiamo sulle lancette dell’orologio con ogni particella di fiato che serbiamo nel petto per i goal all’ultimo minuto e per le feste comandate.
Tutti insieme, ora.
E immaginiamo cosa diranno e faranno, un giorno.
Come è stato per gli ebrei.
Foto e filmati saranno opportunamente vecchi.
Lontani, al riparo del tempo e soprattutto delle coscienze attuali.
Perché, come purtroppo sovente accade, l’orrore peggiore assume contorni definiti solo allorché lo si osservi laggiù.

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Storie di immigrati: la foto del bimbo siriano

So che esiste un mondo in cui un bambino di tre anni di nome Aylan viene trovato morto su una spiaggia.
Viene fotografato.
E l’orribile disegno fa il giro di quello stesso mondo.
So che ne esiste un altro dove il bambino non è affatto morto, semplicemente si riposa dopo spensierati tuffi e capriole tra le onde.
Fa il bagno vestito, ma perché aveva fretta di entrare in acqua e perché è un bambino anarchico ed eccentrico.
Come tutti i bambini dovrebbero essere.
In un altro mondo Aylan è svenuto perché ha mangiato poco, ultimamente.

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Storie di immigrati: Mathilde Edey Gamassou

E, se ci pensi, da che mondo è luce, di quest’ultima non è mai il colore che rammenterai, bensì il prezioso calore, le variegate forme e più che mai quel che di bello ha illuminato.
Allo stesso modo, Shakespeare non era un colore, ma miliardi, quanti ne può fondere insieme nello stesso racconto, nella medesima pagina, in un solo magico verso chi legga parole, distese senza fine di parole, dove gli altri vedono tutto il resto...

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Storie di immigrati: elezioni 2018 in Italia

Aprite un quotidiano a caso e vedrete come le penne più salaci assilleranno di continuo con le loro affilate punte i concorrenti in campo a giocarsi il timone legislativo.
Controllate pure stavolta le telematiche interfacce di questi ultimi e non mancherete di leggere o udire le rispettive soluzioni al dilemma.
Andate con fiducia, resto qui.

Che vi dicevo?
Ma tanto lo sapevate già a cosa alludevo, quando ho detto piaga: lo sbarco dei migranti, cribbio.
Non è di certo la disoccupazione, che non è più un problema da risolvere, ma un dato di fatto con cui convivere.
O morire...

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Storie di immigrati e mafia

Eh dai, guardiamola tutta, almeno qui.
Cominciamo dal piatto del giorno.
Come della notte.
Uno solo.
Un bel vassoio, più lungo che largo.
Dimensioni, diciamo umane.
In misura, giammai sentimenti o qualcos’altro di simile.
Il nome della pietanza?
Be’, fate voi, il nome non conta, le parole con le quali chiami quel che quotidianamente viene fatto a brandelli da mascelle ebbre d’astuzia quanto d’ottusità non fanno differenza.

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Storie di immigrati e diritti

Sul fronte opposto della barricata rispetto a questi ultimi, confusi nel medesimo popolo, c’erano quelli che avevano fatto dell’orgoglio di un’emancipazione di genere una vera e propria bandiera, reale e metaforica.
Ciò malgrado, un battito di ciglia più tardi, li avresti potuti ascoltare in sentiti monologhi al limite del padano contro gli invasori del suolo italico, rei della peggiore congenita colpa: essere nati laggiù e pretendere di vivere qua, invece di morire nel mezzo.
Leggi pure come sono per l’amore libero di giorno e per l’immigrato prigioniero di notte.
O viceversa, a seconda di come mi svegli al mattino.

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Storie di immigrati: dove sono Salvini e Meloni capitolo 2

Notizia di oggi da Macerata, nelle Marche, chiamando le cose come vengono definite a parti inverse: attentato terroristico di chiara matrice razzista e fascista da parte di un cittadino italiano di pelle bianca, ex candidato Lega Nord nel 2017, il quale ha compiuto un raid per le vie della città sparando ad alcuni immigrati, per poi essere arrestato di fronte al Monumento ai caduti.
Giorni fa, nella capitale una donna peruviana è stata spinta sulle rotaie della metropolitana al passaggio del treno da un italianissimo nostro concittadino. Il tentato assassinio le ha provocato fratture al bacino e a una gamba, per non parlare dell’amputazione traumatica dell’avambraccio sinistro.
Al contempo, un paio di giorni fa, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno tempestivamente condiviso gli ormai scontati strali sulla morte della povera Pamela Mastropietro, non appena hanno letto che il primo indiziato è uno straniero.
Da cui, una domanda…
Dove sono ora Salvini e la Meloni?

Ecco la risposta.

Storie di immigrati: dove sono Salvini e Meloni?

Giorni fa, nella capitale una donna peruviana è stata spinta sulle rotaie della metropolitana al passaggio del treno da un italianissimo nostro concittadino. Il tentato assassinio le ha provocato fratture al bacino e a una gamba, per non parlare dell’amputazione traumatica dell’avambraccio sinistro.
Al contempo, nella giornata di ieri, Salvini e la Meloni hanno tempestivamente condiviso gli ormai scontati strali sulla morte della povera Pamela Mastropietro, non appena hanno letto che il primo indiziato è uno straniero.
Da cui, una domanda…

Dove sono?
Dove sono di fronte a certe notizie?
Mi chiedo, dove sono i paladini dell’ordine e della sicurezza?
Dove sono costoro, sempre pronti ad alzare voce e patriottico vessillo contro l’esotico colpevole?
Davvero, dove sono?
Dove sono i prodi organizzatori di ghignanti ronde a caccia del possibilmente bruno, vile aggressore?

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