mercoledì 27 giugno 2018

Vittoria contro i migranti

C’era una volta una vittoria.
Promessa, comprata e venduta.
Più che mai via social.
Altro successo del governo italiano, esulta il vero capo del medesimo.
Il successo, già.
L’unico davvero popolare nel vecchio continente che è tornato tale, ovvero, subito prima delle grande guerra.
Il solo contro i nemici inventati e sfruttati a dovere grazie a occhi ignoranti e memorie atrofizzate.
Evviva, quindi.
In alto i cuori innanzi al triste risultato.
La minaccia degli invasori costruiti al riparo di tastiera e monitor, ma tu leggi pure immigrati, è stata sconfitta come Storia insegna seguendo le tre tregole.
Prima, la narrazione intollerante e autoritaria è stata rispettata.
Seconda, le creature indesiderate sono state divise, le famiglie separate, le masse altresì cancellate come somma di bisogni e disperazioni, nonché moltiplicate come unità lavorative, al meglio sacrificabili.
Terza e ultima, la vergognosa disumanità è stata condivisa tra i rispettivi guardiani dei patri confini.
Orsù, quindi, facciamo sventolare le nazionali bandiere.
Qui non passa lo straniero, è il corale grido che le accompagna.
Esultiamo e sorridiamo a favore dei selfie.
Perché anche in questo secolo abbiamo capito come imbrogliarvi...


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mercoledì 20 giugno 2018

Ballottaggio Pisa 24 giugno e rissa tra immigrati

C’era una volta il caso.
Il caso immigrato, ma anche africano, per intenderci.
E chi ha orecchie e l’intero cranio libero da grida ottuse quanto scaltre intenda.
Tu guarda il caso, come si suol dire.
Guarda con attenzione il caso in quel di Pisa, a pochi giorni dal ballottaggio per l’elezione del sindaco.
Guarda caso, già, il destino di una città sospeso tra il PD e la Lega.
Guarda il caso Lega, ma guarda un po’, aggiungo.
C’era una volta il caso, quindi.
C’era una volta e che sia maledetto o benedetto, fate voi, dipende da quale lato del Po consideriate la notizia.
Il famigerato caso che vede saltar fuori tra le news principali a un passo dalla suddetta votazione l’ennesima rissa tra immigrati, per giunta africani.
Toh, come è prevedibile talvolta.
Il caso

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mercoledì 13 giugno 2018

Nave Aquarius Sos Mediterranee storia dell’Italia isolata

C’erano una volta vite umane, perché di questo stanno parlando, scrivendo, e via gridando.
E c’era una volta una nave carica di vita.
C’erano una volta nazioni in guerra di parole e illusioni.
E c’erano una volta plutocrati manovranti e burocrati asserviti.
C’erano una volta leader digitali populisti e c’erano una volta popoli digitali senza leader.
C’era una volta un continente di speranze frustrate.
C’erano una volta, ancora loro, disperate esistenze in cerca di un futuro.
C’era una volta la storia.
Che si ripete ancora, di nuovo e di nuovo ancora.
Tristemente uguale a se stessa.
Eccolo il mondiale dello sport più amato, altro che calcio, nel quale sì che ci siamo (s)qualificati con tutti i disonori.
Italia contro Spagna, Italia contro Malta, Italia contro Francia, Italia contro tutti.
Vincere e vinceremo

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giovedì 7 giugno 2018

Storie di immigrati e bullismo

Tutto rallenta.
Perché?
L’immagine si allarga, in contorni e contenuti. Tommaso ha il tempo di colpire il volto di Chandra, prima di essere bloccato dai compagni. L’aggredito non coglie la medesima occasione di rispondere ai pugni. Di difendersi.
Perché?
E’ sorpreso, spiazzato. Non immagina il motivo della violenta reazione del ragazzo. Sa solo di aver detto di saper già parlare Inglese.
Perché?
Forse qualcosa ha offeso Tommaso, ha sobillato un fondo di rabbia già presente, che gli ha fatto perdere il controllo.
Perché?
Teresa si lascia andare in terra e rimane lì seduta, con le spalle appoggiate alla parete del corridoio, spettatrice sgomenta. Chandra è più alto e più robusto di Tommaso, eppure ha incassato senza rispondere.
Perché?
Eccolo che si tira su da terra, nel suo ultimo giorno di scuola, straniero di passaggio. Si tocca il naso e trova il sangue. Lo osserva sulle mani. Ma non è sorpreso o spiazzato, stavolta.
Perché?
Tommaso viene trattenuto a fatica, ora c’è anche il bidello e un insegnante di un’altra sezione ad arrestarne la collera, il livore nel volto, l’odio negli occhi.
Perché?
Nella foga si dibatte con braccia e gambe. Una mano sfiora il muro della classe e una macchia si imprime sul bianco. Il rosso che rimane, le tracce di un giorno da dimenticare, l’ultimo di Chandra. Il sangue che coagula come l’inchiostro che si asciuga in una firma in calce.
Perché?
All’improvviso lo sguardo di Tommaso incrocia quello di Teresa e il ragazzo sembra come sgonfiarsi. Lentamente, è naturale dopo la furia con cui ha perso la testa, ma sembra pian piano calmarsi.
Perché?
Teresa mantiene gli occhi nei suoi e poi compie una carrellata attenta sull’insieme, come se fosse un quadro, ovvero una foto, con figure statiche e monodimensionali, fredde, morte.
Perché?
In quel mentre qualcosa si muove nell’orribile istantanea. E’ Chandra, che si avvicina al bidello, quello che ora trattiene con maggiore veemenza Tommaso e gli dice che è tutto a posto, che non è successo nulla. E va al bagno, a pulirsi il naso, probabilmente.
Perché, si chiede Teresa, perché non sei andato direttamente in Canada?

Dal libro La truffa dei migranti