mercoledì 28 novembre 2018

Salvini contro il Global Compact Migration

C’era una volta il Global Compact Migration.
Ovvero, il recente documento delle Nazioni Unite sull’immigrazione.
C’era una volta - e maledizione c’è ancora - il capo del gove… ops, volevo dire il ministro dell’interno Matteo Salvini.
C’era una volta, e tre, il cervello di quest’ultimo.
E come raffigurarlo? Immaginate una stanza vuota, ampia, ma vuota davvero.

Come se vi invitassero a una festa, voi entrate nella sala ed esclamate: “Ma non c’è nessuno qui? Non c’è proprio niente? E perché da fuori si sente tutto 'sto casino?”
Ecco, questo un po’ per rendere l’idea della cervice del grande leghista, che non è un complimento, mi riferisco a grande.
Tornando alla storia, un giorno il suddetto documento si avvicinò all’ingresso del cranio del nostro, anzi, vostro leader.
Quest’ultimo, malgrado la vacuità delle meningi, conservava con vanto ai confini di essa una sorta di antivirus, concentrato su un solo nemico in particolare: le brune genti d’oltre oceano, per usare un poetico eufemismo.
Indi per cui, non appena i sensori intercettarono la parola migration, per quanto appartenente a una lingua sconosciuta agli pseudo leader nostrani, ne avvertirono comunque il pericolo e suggerirono al ministro di ottenere la traduzione del testo dai propri porta-borse, nascondi-vergogna, caccia-balle, in breve servi.
Costoro, consci dei limiti di concentrazione del capo, si limitarono a una esaustiva sintesi:
Il Global Compact for Migration propone alcune linee guida per gestire i fenomeni migratori e le politiche d’accoglienza dei richiedenti asilo stabilite grazie al lavoro di esperti e operatori sul campo. L’intento è, tra le altre cose, quello di contrastare e ridurre le vulnerabilità dei migranti, nonché ostacolare il traffico di esseri umani. La maggioranza delle nazioni europee, tra cui Germania e Francia, si sono già pronunciate a favore, mentre i contrari sono i paesi che più o meno di recente hanno eletto governi che si dichiarano avversi ai migranti.
Inutile dire che la materia grigia del leghista purosangue non ha tutti questi neuroni a disposizione.
Difatti, il cervello del capo del gove… ops, chiedo scusa di nuovo, del vice premier Salvini si è fermato a politiche d’accoglienza, quando le sirene sono partite a volume assordante e chiudi tutto, chiama le ruspe, accendi Facebook e scalda Twitter.
Il Global Migration compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentite anche dai cittadini. Riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione”, pare abbia dichiarato a voce il Gran Padano, e anche stavolta non è un complimento, entrambi i termini.
Ma, tanto, è evidente che in quel vuoto di cui sopra non ci sia traccia alcuna di qualsivoglia soluzione ai problemi del mondo che preveda l’umana empatia...

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